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Verifiche idrauliche

Alluvioni? No grazie, ma verifiche idrauliche

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110.000.000,00 Euro sono stati spesi per acquistare dei braccialetti elettronici, che non sono validi neppure per rintracciare un cane smarrito, dall'altra non ci sono fondi per monitorare il nostro territorio.

Il flop dei braccialetti elettronici, che avrebbero dovuto «svuotare le carceri» rendendo «più agile» il nostro sistema penitenziario, risale al 2001 e porta la firma di due illustri membri dell'allora Governo Amato: l'ex Ministro dell'Interno, Enzo Bianco, e l'ex Guardasigilli, Piero Fassino. Furono Loro infatti a firmare con la Telecom un'«esclusiva», che ancora oggi, a otto anni di distanza, costa ai contribuenti italiani la bellezza di 11 milioni di euro all'anno. I numeri sono da beffa: i braccialetti elettronici anti-evasione attualmente operativi sono infatti solo 10.

Il contratto contempla una clausola che obbliga lo Stato a pagare la Telecom fino al 2011; solo dopo questo termine ci si potrà sciogliere da questa truffa politica della sinistra, eventualmente mettendo in concorrenza altri Operatori in grado di gestire braccialetti elettronici, che funzionano.

Davanti ad un si tanta esclusiva profusa a Telecom, si ravvisa allora che il Decreto Bersani, sulla libera concorrenza è stato dunque emanato solo per distruggere la nostra professionalità, tantè che ora ci scanniamo su delle gare per affidamenti di incarichi con ribassi che superano il 50%, mentre i Governi di sinistra hanno scialacquato da sempre, diciamo così, il nostro denaro ad appannaggio di interessi non trasparenti; e quindi, nonostante il Governo Prodi, il Ministero dell'Ambiente a Pecoraro Scanio, nulla si è fatto sul territorio da parte delle Regioni.

Scandalosa gestione delle risorse, nessuna politica concreta, ma nonostante ciò, ancora il Governo Berlusconi non è riuscito ad entrare in un "circolo virtuoso", ovvero quello della prevenzione e monitoraggio sul territorio. Nessuno chiede i miracoli e, non ci aspettavamo la crisi economica mondiale, né tantomeno un terremoto come quello dell'Aquila, ma le problematiche comunque continuano ed essere affrontate prevalentemente a seguito di emergenze; eppure scelte tattiche, potrebbero, in un regime ormai consolidato di libero mercato offrire la possibilità di prevenire, affidandosi a scelte intelligenti, scelte razionali ed ingegneristiche, di conseguenza economiche per il Paese. Ovvero bravi, bravissimi tecnici, sarebbero certamente disponibili per affrontare importanti problematiche, come quelle ambientali, senza saccheggiare, o meglio rubare il danaro pubblico.

Dopo il terremoto di San Giuliano, è stata emanata una nuova norma sismica, la cui applicazione è stata procrastinata fino al dopo terremoto dell'Aquila, azioni sempre basate sull'emotività: se davvero si fosse operato da subito sugli edifici strategici e/o su quelli più a rischio, avremmo potuto avere meno morti e meno danni alle strutture strategiche di quel territorio.

Ma nonostante ciò non sempre, le catastrofi inducono cambiamenti così immediati; infatti dopo l'alluvione di Messina nessuno ha affrontato ancora in dettaglio il tema del dissesto geologico e delle verifiche idrauliche; eppure l'Italia è uno dei Paesi più esposti: torrenti in piena, frane, smottamenti sono all'ordine del giorno nella cronaca dei quotidiani. Occorre affrontare questo problema con un taglio squisitamente ingegneristico ed operativo; dalla pianificazione dei bacini all'applicazione di tutte le norme in vigore nel settore:

  • il Decreto Legge 180/1998
  • il Decreto Soverato 365/2000.

E poi i Politici sappiano che non sono i grandi professori universitari i detentori della scienza, in genere sono talmente scollegati dalla realtà pratica, che il loro sapere può diventare un pessimo consigliere, comunque sempre molto, molto costoso. Apritevi a nuovi canali di comunicazione, come quelli informatici, a migliaia di professionisti presenti sul territorio, che possono in via preventiva, in maniera scientifica, fornire i dati di cui il Paese ha bisogno. E' frequente che Amministrazioni diverse, ripetano-sovrapponendosi, indagini e verifiche, anche qui con sprechi, mentre in altre realtà nulla o quasi viene poi fatto, per affrontare concretamente i problemi. Non dimentichiamo le colpe dei Media che al più lanciano accuse, ma non svolgono mai alcuna azione educativa, molti giornalisti, con così poca cultura e tantomento originalità di pensiero, potrebbero cambiare mestiere e per il bene del Paese dedicarsi a lavori socialmente utili. Non si può però neppure sentire una Finocchiaro, affermare che le alluvioni sono colpa dei condoni edilizi: sono colpa di una mancanza di programmazione e di una pur minima vigilanza del territorio, oltre agli scempi di incendi dolosi, é intollerabile che non possano mai essere trovati i responsabili. Mobilitiamo dunque l'esercito oltre alle Guardie Forestali ed ai Vigili del Fuoco, mobilitiamo un esercito di volontari, ma non possiamo più pensare di uscire e lasciare la porta aperta, sperando che non dovrebbe succederci nulla.

Tanti i temi, ma una sola risposta, prevenzione ingegneristica e geologica del territorio, verifiche idrauliche dei nostri corsi d'acqua, affidata ai tanti professionisti presenti localmente, scelti per capacità e sulla base di concorrenzialità. Un grande servigio che può essere offerto alla Comunità, al Paese Italia.

Ing. Carlo La Ferlita

 

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