ARCHITETTURA
Il pensiero analogico riesce a mettere in connessione gli ambiti all’apparenza più lontani, mostrandoci come tutto ciò che è attorno a noi sia collegato, unito, inestricabilmente interconnesso. Ecco perché trasformare l’architettura e i sistemi abitativi significa rinnovare l’essere umano e ridisegnare il suo rapporto con il mondo.
La svolta deve essere invece positiva e deve portare ad una liberazione dai rigidi dogmi della omologazione alla monocultura. Si deve finalmente costruire in modo che la natura e gli esseri umani possano respirare.
Gli edifici costruiti negli ultimi decenni non gioiscono del mancato amore degli uomini.
È stato accettato come un male necessario, un male minore... Nessuna pianta arborea trova più una realistica dimora tra sterili superfici, orizzontali o verticali, di cemento, alluminio, acciaio, plastica o vetro. Non possiamo continuare ad isolarci, separandoci sempre più dal creato e dalla creatività della natura e allontanarcene senza staccarcene noi stessi.
Si devono finalmente manovrare gli scambi, perché l’architettura venga incontro ai desideri degli uomini e per creare un’architettura per l’anima dell’Uomo.
All’essere umano serve il romanticismo come elisir di vita, che è costituito da irregolarità non regolamentate, create sia dalla natura in vegetazione spontanea, sia dalla creatività dell’uomo, arte e decoro... elementi perduti, ma che in migliaia da a tutti capi del mondo si muovono per ammirare nei centri storici più famosi o minori, delle varie culture dell'uomo...
Il risultato della desertificazione, soprattutto nell’edilizia abitativa, si può descriverla come priva di sentimento ed emozione, senza cuore, aggressiva, piatta, sterile, disadorna, fredda, senza poesia, non romantica, anonima e tediosamente vuota. Il vero analfabetismo è quindi l’incapacità di saper agire in modo veramente creativo.
Ma norme, regolamenti, standard, linee guide, omologano e non più stimolano, a tal punto che a breve i nostri computer, caricati di tutti questi dati, saranno in grado di creare la “struttura perfetta”... Il nostro sistema culturale non è amico della creatività, ed è riuscito a spostare lo sguardo dai sogni, ed ad impacchettare le sensazioni della mente ed i desideri dell'anima.
Carlo La Ferlita Ingegnere Civile Ambientale






